
Insegno nella mia scuola da quattro anni. Ho visto cambiare colleghi e presidi quasi ogni anno. Tutti mostravano buone disposizioni a riprendere in mano le redini di una scuola che sembra di nessuno. Niente di concreto avevo visto fino all'altro giorno.
Passeggiando in segreteria durante una mia ora di disposizione ho visto le minute di due lettere nelle quali si chiede il risarcimento di danni provocati da due alunni. Si tratta di piccole somme, una delle quali pure ridicola (euro 2,50 per un cestino rotto) ma molto indicativa del cambio di rotta. Finalmente! Ci voleva tanto a capire che solo in questo modo si può arginare la furia distruttiva che spesso si impossessa dei nostri pargoli? Che cosa sono due euro e mezzo? Niente. Ma il risarcimento del danno indica la responsabilità di una colpa e, quindi, è educativa. Di sicuro quella ragazza ci penserà due volte prima di sfondare a calci un altro cestino. Nelle lettere viene citato a chiare lettere il Regolamento d'Istituto che, vivaddio, adesso viene fatto rispettare. Gli alunni devono imparare che a Scuola ci sono delle regole sulle quali non si transige. I fanciulli devono essere educati al rispetto delle regole per non essere monca la loro formazione civile di futuri cittadini.
Non mi spiego la contentezza che ho provato nell'apprendere che si comincia a fare sul serio. Ci dovevamo pensare prima, ma, come si dice, meglio tardi che mai.
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