
Il Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini è stata bocciata due volte e da due organi istituzionali diversi.
La prima bocciatura è arrivata dal Tar del Lazio. Secondo i giudici amministrativi gli alunni non possono chiedere di fare 5 ore di inglese anziché 3 e 2 della seconda lingua comunitaria. Dal momento che le sentenze del Tar sono immediatamente esecutive il perno della nuova scuola Gelmini è saltato.
La seconda bocciatura è arrivata dalla Corte Costituzionale e riguarda l'accorpamento delle scuole. I giudici della Corte hanno sentenziato che la razionalizzazione della rete scolastica è di competenza delle regioni.
Al Ministro non resta che incassare le batoste e rimettersi in riga.
Ma come si fa a volere riformare la scuola in questo modo?
Nel caso della lingua inglese. Se tutti gli alunni avessero scelto di fare inglese per 5 ore settimanali cosa avrebbero fatto gli insegnanti di francese, spagnolo e tedesco? Sovrannumerari da ricollocare? Ma da ricollocare dove?
Non ci vogliono certo i giudici amministrativi per capire quale grande problema avrebbe creato l'applicazione di questo decreto.
Una lancia va spezzata a favore del Ministro, però.
E' vero che i nostri alunni alla fine del corso di studi non sanno parlare nessuna delle due lingue comunitarie che hanno studiato. Ma il problema non è nel numero delle ore. Il problema è la metodologia didattica e la professionalità dei docenti. Su quello si deve investire. Non si può continuare a coniugare verbi (utilissima la grammatica, per carità) e pretendere che alla fine l'alunno debba parlare in inglese, francese o altra lingua. Una domanda mi sorge spontanea: quanti alunni hanno mai avuto davanti un libro in lingua originale senza traduzione a fronte? O quanti alunni hanno mai visto un film in lingua originale? E la conversazione in lingua?
La verità è che l'unica ragione della riforma scolastica prospettata dai governi di destra e sinistra muove dalla necessità di tagliare alla scuola per risparmiare soldi. Ma queste riforme non modernizzano la scuola e non la rendono più efficiente ed efficace. Non per i tagli ma per dove si taglia. Il problema vero è che i tagli alla scuola vengono fatti nei posti sbagliati.
Se voglio che un albero sia bello da vedere e cresca meglio devo tagliare i rami secchi e sfoltire le foglie. Questo ci vuole per la scuola. Rami secchi sono gli innumerevoli progetti Pon e Pof che fanno sprecare tempo e denaro in abbondanza. Ovviamente mi riferisco a quei progetti che nulla hanno a che fare con il corso di studi degli alunni.
Si potrebbe cominciare a tagliare da qui.