La Scuola oggi
La
scuola non funziona più.
Lo
dice chiunque e ne siamo tutti consapevoli. Ministri della Pubblica
Istruzione, docenti, psicologi, pedagogisti, giornalisti, operatori
sociali e opinionisti vari concordano sull'attuale inutilità della
scuola. Così ognuno propone la sua ricetta ed ogni ministro che si
alterna dispone la propria riforma. Il risultato è sempre lo stesso:
non funziona. Il personale scolastico è frustrato e gli alunni non
imparano tutto ciò che dovrebbero. Molti devono la propria
preparazione culturale alla personale voglia di sapere. La
maggior parte dei giovani ha scarse conoscenze di base sia nel campo
storico-umanistico che matematico-scientifico. Certo,
a scuola ci vanno tutti, almeno fino all'obbligo dei 16 anni. Molti
non hanno nessuna voglia di studiare. Nulla si può fare contro la
cattiva volontà, bisogna dirselo chiaro.
La Scuola Italiana annovera tra le sue fila moltissimi insegnanti
competenti, capaci
e motivati a fronte di molti che insegnano solo aspettando lo
stipendio mentre,
magari, svolgono un altro lavoro meglio retribuito.
Il
governo Berlusconi aveva inventato la scuola dell tre "i",
il governo Renzi La Buona Scuola e altri prima e dopo di loro hanno
proposto altre riforme. Nulla di fatto. La Scuola continua a non
funzionare.
E
qui nasce la corsa a capire di chi è la colpa.
Non mancano le risposte esilaranti. Ma, fondamentalmente, due sono
quelle che spiccano: l'incompetenza degli insegnanti e la
"distrazione" delle giovani generazioni.
Si
è già detto che moltissimi insegnanti sono competenti, capaci
e
motivati. Hanno cioè quella passione per l'insegnamento che fa
ignorare la scarsa retribuzione. Molti, invece, non sanno nemmeno
perché insegnano o lo fanno perché non hanno trovato di meglio. In
circa trentanni di insegnamento ne ho conosciuti davvero tanti
dell’uno e dell’altro schieramento.
C'è
stato un tempo in cui si parlava di valutare i docenti in servizio
ma,
poi, non se n’è fatto più niente.
La proposta non è andata in porto per diverse ragioni.
Fu inventata la premialità detta anche bonus per la valorizzazione
del merito disciplinata dalla Legge 107/2015. I docenti di ruolo e
precari ne possono fare richiesta ma è il Comitato di valutazione
dei singoli istituti presieduto dal Dirigente scilastico a decidere. Basta aver avuto anche piccole
incomprensioni con il Dirigente o qualche collega del comitato e
salta tutto. Nemmeno questo, comunque,
è servito a scovare gli insegnanti bravi. Molti di questi nemmeno
presentano
la
domanda
perché
l'insegnante
veramente bravo molto spesso non è ben visto dalla Dirigenza, per
ovvie ragioni.
I
giovani di oggi sono distratti secondo i più noti psico-pedagogisti
che spesso compaiono in TV. Ma distratti da cosa non è dato saperlo.
La TV distrae? O distraggono le mille cose che i giovani fanno con
molta passione: suonare uno strumento o cantare in un gruppo, giocare
a calcio o praticare un qualsiasi altro sport, frequentare gli amici
o innamorarsi? Cosa distrae i giovani di oggi che non studiano
più?
La
distrazione dei giovani si vuole recuperare con proposte paradossali:
una didattica moderna e alternativa contenuta nel PTOF che ogni
istituzione scolastica di ogni ordine e grado ha l'obbligo di
scrivere. Così ci si è sbizzarriti all'inverosimile nel proporre di
tutto e di più come offerta formativa. Ma, purtroppo, nemmeno questo
ha funzionato. Cosa può apprendere un ragazzo da un laboratorio di
cucina se non imparare a cucinare magari in orario scolastico?
Ovviamente a discapito della Storia o di qualsiasi altra
disciplina passata in secondo piano. I progetti messi in campo
spaziano su ogni dove con ingenti spese. Ma non servono a niente.
Tralasciamo di dire sull'alternanza scuola-lavoro.
I
miei nonni materni hanno gestito per circa trenta anni una Trattoria.
I conti li facevano a mente e non sbagliavano mai. Parlavano e
scrivevano correttamente in Italiano anche se in modo semplice.
Conoscevano un po' di storia e le capitali di tutti gli stati. I miei
nonni si erano fermati alla 4° elementare.
Quindi, allora, la scuola funzionava. I problemi erano gli stessi
all'interno delle istituzioni scolastiche, gli insegnanti erano
retribuiti poco come adesso e, a livello sociale, c'era tanta
precarietà economica come oggi. Ma la Scuola funzionava perché gli
alunni imparavano.
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